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Frisa al Farro
“Si rompe sotto i denti e si ammorbidisce senza perdere struttura.”
Frise di farro fatte a Cutrofiano, nel cuore del Salento, da Lucio Greco: il sapore più rustico e nocciolato di un cereale antico, da bagnare e condire come vuole la tradizione.
Farina di farro Grani di Cutrofiano Pacco da 700 gr
La frisa di farro è una piccola meraviglia della tradizione pugliese, amata da chi cerca gusto e autenticità. Fatta a base di farina di farro, ha un sapore più rustico, intenso e leggermente nocciolato della frisa di grano: è la frisa per chi ama i cereali antichi.
Tutte le farine usate per queste frise vengono da grani coltivati localmente, nei terreni attorno a Cutrofiano e nei comuni vicini, e a Cutrofiano le frise le fa Lucio Greco. Una scelta consapevole che valorizza la nostra terra, sostiene i piccoli agricoltori e dà un prodotto genuino, a filiera cortissima.
Come nasce
Asciugate a lungo, come vuole la tradizione
Vuole la tradizione che le frise, comprese quelle di farro, vengano lasciate asciugare completamente nel forno a legna per molte ore. Il calore costante del forno le rende croccanti e pronte da «sponzare», cioè da ammorbidire con un po' d'acqua prima di condirle.
Ogni fornaio ha la sua firma, ma la consistenza ideale è sempre quella: la frisa si rompe sotto i denti e, bagnata, si ammorbidisce senza perdere struttura.
La tradizione
La frisella pugliese, il pane dei poveri
Che cos'è la frisa? È una pagnotta tagliata a metà in orizzontale e seccata in forno. La frisella era, un tempo, il pane dei poveri: quello sempre buono, da mettere da parte per i tempi duri e da riportare in vita semplicemente con un po' d'acqua. Bastavano una frisa, un po' d'olio, di sale e un pomodoro, e la cena era servita.
Ancora oggi, qui in Puglia, non è estate se ogni tanto — anzi, spesso — non si cena a base di frisa.
In tavola
Come condire la frisa al farro
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Prima si bagna
Un po' d'acqua per «sponzarla»: la frisa si ammorbidisce senza sfaldarsi, ed è pronta da condire.
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La classica
Pomodoro fresco, un pizzico di sale e un buon olio extravergine d'oliva: pochi gesti e hai in tavola il sapore del Salento.
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Con origano e capperi
Alla classica si aggiungono un po' di origano o qualche cappero, e il piatto cambia carattere.
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Con il Condifrisa
Il nostro Condifrisa è pensato apposta per condire la frisella in un attimo, al posto del pomodoro fresco.
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Da provare
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Scheda prodotto
In breve
| Prodotto |
Frisa al farro |
| Formato |
700 gr |
| Impasto |
A base di farina di farro |
| Farine |
Da grani coltivati attorno a Cutrofiano e nei comuni vicini |
| Produttore |
Lucio Greco, Cutrofiano (Lecce) |
| Filiera |
Cortissima |
Domande frequenti
Tutto quello che vuoi sapere
Che differenza c'è con la frisa di grano?
La farina: questa è a base di farro, che le dà un sapore più rustico, intenso e leggermente nocciolato.
Chi fa queste frise?
Lucio Greco, a Cutrofiano, con farine di grani coltivati nei terreni attorno al paese e nei comuni vicini.
Che cos'è esattamente una frisa?
Una pagnotta tagliata a metà in orizzontale e seccata in forno. In Puglia si chiama frisa o frisella: è lo stesso pane.
Che cosa vuol dire «sponzare» la frisa?
Ammorbidirla con un po' d'acqua prima di condirla. La frisa giusta si ammorbidisce senza perdere struttura.
Come si condisce?
Pomodoro fresco, sale e olio extravergine d'oliva per la versione classica, con un po' di origano o qualche cappero; oppure il Condifrisa.
Quanto pesa un pacco?
Il pacco è da 700 gr.
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Un po' d'acqua, un pomodoro e il sapore del farro
Frise di farro fatte a Cutrofiano con grani del territorio: il resto lo fanno un pomodoro, un pizzico di sale e un buon giro d'olio.
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