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Ricotta forte
“Si chiama scanta, cioè ustionante: basta la punta di un cucchiaino.”
La ricotta forte del Salento: cremosa, pungente e acidula, da spalmare sul pane o da sciogliere nel sugo. Un ingrediente della cucina pugliese per chi ama i sapori forti.
Da spalmare Sapore pungente Confezione da 100 ml
La ricotta forte è un formaggio spalmabile per chi ama i sapori decisi. Nel Sud la chiamano anche ricotta schianta o ricotta scanta, cioè «ustionante»: il profumo è pungente, il gusto acido e intenso, e ne basta poco per dare carattere a un piatto. A differenza della ricotta salata, che si grattugia, la ricotta forte si spalma: sul pane, di solito con un'acciuga, oppure sciolta a punta di cucchiaino nel sugo di pomodoro.
È cremosa e acidula al punto giusto, e porta un sapore unico sia nei piatti della tradizione sia nelle ricette più originali. La nostra arriva dal Salento, in confezione da 100 ml.
La tradizione
Tanti nomi per un solo formaggio
In Puglia la ricotta forte cambia nome da una zona all'altra, e ogni nome racconta qualcosa del suo carattere. C'è chi la chiama ricotta acida, per il gusto penetrante; chi ricotta schianta, perché «schianta» il palato con la sua forza; e poi ricotta scanta, scante o squanta, tutte varianti dialettali dello stesso prodotto.
Qualunque nome si usi, resta un ingrediente fisso di molte ricette tradizionali pugliesi, a cui dà un carattere che nessun altro formaggio sostituisce.
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La prima volta che la apri. Se non l'hai mai assaggiata, il profumo ti sembrerà fortissimo: non spaventarti, non è andata a male. L'acidità pungente è proprio la sua caratteristica. E se te la ricordavi un po' diversa, è normale: è un prodotto naturale e artigianale, che cambia leggermente con il periodo dell'anno, il pascolo e l'alimentazione delle greggi, il clima e la zona della Puglia in cui è fatta. Datti il tempo di prenderci confidenza, e prova ricette diverse. |
In cucina
Come si usa la ricotta forte
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Sul pane con le alici
L'uso più classico: spalmata sul pane, con un filetto d'acciuga sopra.
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Sciolta nel sugo
La punta di un cucchiaino nel sugo di pomodoro, per un condimento più deciso.
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Nei panzerotti
Per insaporire i panzerotti fritti, anche quelli di patate pugliesi.
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Con le orecchiette
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Bruschette coi pomodorini
Pane casereccio tostato, uno strato di ricotta forte e pomodorini conditi con olio, sale, pepe e basilico.
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Crostini con miele e noci
Pane rustico tostato, ricotta forte, un filo di miele millefiori e noci tritate per la croccantezza.
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La ricetta
Orecchiette con ricotta forte e cime di rapa
Per quattro: 400 g di orecchiette, 1 kg di cime di rapa, 100 g di ricotta forte, 2 spicchi d'aglio, 4 filetti di acciuga sott'olio, peperoncino, olio extravergine d'oliva e sale.
1 |
Pulisci le cime Togli le foglie più dure e i gambi spessi. |
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Cuoci insieme In abbondante acqua salata, cuoci le cime di rapa per 5-7 minuti, poi aggiungi le orecchiette e cuocile insieme alle verdure. |
3 |
Il soffritto In padella scalda l'olio con aglio e peperoncino, poi aggiungi le acciughe e falle sciogliere. |
4 |
Manteca Scola pasta e cime nella padella, aggiungi la ricotta forte e mescola finché diventa una crema che avvolge la pasta. Servi caldo con un filo d'olio a crudo. |
Un'altra ricetta
Frittata con ricotta forte e verdure
Servono 6 uova, 150 g di ricotta forte, una zucchina, un peperone rosso, una cipolla, olio extravergine d'oliva, sale e pepe.
1 |
Le verdure Taglia zucchina e peperone a cubetti e affetta sottile la cipolla; falli appassire in padella con l'olio. |
2 |
Le uova In una ciotola sbatti le uova con sale e pepe, poi incorpora la ricotta forte. |
3 |
La cottura Versa il composto sulle verdure e cuoci a fuoco medio-basso, col coperchio, finché la frittata è cotta. |
4 |
A tavola Calda o a temperatura ambiente, con un'insalata mista. |
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Come viaggia. I formaggi partono dentro una cassetta di polistirolo, non in un camion frigo: per questo li spediamo nella stagione fresca. |
Scheda prodotto
In breve
| Prodotto |
Ricotta forte (ricotta scanta, schianta) |
| Ingredienti |
Ricotta di pecora |
| Allergeni |
Latte |
| Formato |
100 ml |
| Provenienza |
Salento, Puglia |
| Sapore |
Pungente, acido, intenso |
| In cucina |
Da spalmare sul pane, da sciogliere nel sugo, nelle orecchiette e nei panzerotti |
Domande frequenti
Tutto quello che vuoi sapere
Che differenza c'è con la ricotta salata?
La ricotta salata è soda e si grattugia; la ricotta forte è cremosa e si spalma, oppure si scioglie nei condimenti. Il sapore è molto più pungente e acido.
Ha un odore fortissimo: è normale?
Sì. Il profumo pungente e l'acidità sono la sua caratteristica, non il segno che sia andata a male.
Perché si chiama anche scanta o schianta?
Sono nomi dialettali pugliesi: «scanta» vuol dire ustionante, «schianta» richiama la forza con cui colpisce il palato. In Puglia si trova anche come ricotta acida, scante o squanta.
Quanta se ne usa?
Poca: nel sugo basta la punta di un cucchiaino. Per le orecchiette della ricetta qui sopra ne bastano 100 g per 400 g di pasta.
Come arriva?
In una cassetta di polistirolo. Per questo i formaggi partono nella stagione fresca.
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Il sapore più deciso della Puglia
Pungente, cremosa, acidula: spalmata sul pane con un'acciuga o sciolta nel sugo, la ricotta forte porta in tavola la cucina pugliese più schietta.
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