Rosso Primitivo Jèma 2013 Visualizza immagine ingrandita

Alberelli di Negramaro dal 1947

ASTORE-ALBERELLI

L'Astore Masseria

Vinificazione:  dalla prima naturale spremitura delle uve si ottiene il mosto detto in Salento LACRIMA, questo è messo a fermentare a temperatura controllata in vasche d’acciaio. Successivamente viene spumantizzato in autoclave (metodo Martinotti) alla temperatura di 15°/16°C per almeno 5 mesi.

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3 27,97 € Fino a 14,81 €

Caratteristiche prodotto

Filiera Corta / Km 0Si
Zona di provenienzaLecce / Salento
OGM FREESi
CantinaL'Astore
Annata2011
Formato75 cl
Gradazione15%
UvaNegroamaro
Abbinamento“zuppa di pesce alla gallipolina”, tagliolini allo scoglio e orecchietteconpomodorinieformaggioricotta.Taglieridi prosciutti, salumi e formaggi a pasta molle.
Tipologia di terrenoArgilloso
Affinamento30 mesi in tonneaux e poi in bottiglia

Ulteriori informazioni

Vinificazione: tavolo di cernita, diraspatura, pigiatura soffice degli acini, macerazione in Tino di acciaio inox da 70 Hl , contatto bucce mosto da tre a quattro settimane, controllo della temperatura del cappello di vinaccia (Max T. 23-25°C) due delestage al giorno.

Da alberelli di Negroamaro impiantati nel 1947.
Cesellati a mano come sculture, nodosi, contorti e forti da sopravvivere nel tempo ai venti e alla siccità della nostra terra. Non all’attuale convenienza dell’espianto.

Li abbiamo salvati, curati e rispettati per la loro naturale essenza, come la storia della viticoltura pugliese ci imponeva. Le basse rese di produzione (solo 25 hl per ettaro) e gli alti costi per la manualità della gestione, ci hanno ricompensato con un frutto concentrato, complesso, dall’inconfondibile identità. Affinato per almeno 30 mesi, in tonneaux e poi in bottiglia.

Il ritornello è sempre quello quando si va in Puglia: qual è il miglior vitigno regionale Primitivo o Negroamaro? Secondo me non esiste una risposta univoca, diciamo che, nella loro diversità, sono due varietà complementari e fortunatamente entrambe riescono ad esprimere quasi sempre vini di assoluta qualità, che possono competere ad armi pari con chiunque. Vini che sono anche eclettici, perché si dividono in varie tipologie, anche se, a parer mio, la versione rosso classica rimane comunque la migliore.

Oggi voglio parlare del Negroamaro in una delle sue massime espressioni nel territorio salentino, la zona più vocata per questo vitigno come si sa. Il nome del vino in questione è emblematico e significativo: Alberelli di Negroamaro dal 1947 dell’azienda L’Astore Masseria di Cutrofiano, il paese in provincia di Lecce famoso per la terracotta e la pizzica, di proprietà della famiglia Benegiamo.
Naturalmente l’anno 1947 non si riferisce a quello di produzione, ma è la data di quando sono stati impiantati gli alberelli di Negroamaro, così come è riportato nella controetichetta. E, per evidenziare ancor di più questo imprescindibile legame territorio-vitigno, la dicitura continua così: “…cesellati a mano come sculture, nodosi, contorti e forti da sopravvivere nel tempo ai venti e alla siccità della nostra terra. Non all’attuale convenienza dell’espianto.

Li abbiamo salvati, curati e rispettati per la loro naturale essenza, come la storia della viticoltura pugliese ci imponeva…”. E questa è veramente una bella prova di attaccamento alla propria terra e alle proprie origini. Anche perché in passato è venuto un momento in cui la tentazione di estirpare questi vecchi vitigni e sostituirli con altri nuovi di provenienza francese più produttivi è stata forte, consigliati in questo anche da un enologo umbro. Ma i Benegiamo per fortuna hanno resistito e non si sono lasciati condizionare troppo. E adesso, a distanza di alcuni anni, la loro scelta è stata premiata, perché i loro vini stazionano stabilmente tra i migliori regionali e l’etichetta Alberelli di Negroamaro è diventata un cult dell’enologia di tutta la Puglia. Il millesimo 2008, di cui mi voglio occupare particolarmente, ha ricevuto proprio in queste settimane il prestigioso riconoscimento della chiocciola di Slow Wine 2013.

Dopo la fermentazione e la macerazione in tini di acciaio inox per tre-quattro settimane, il vino è stato affinato in tonneaux per un anno e mezzo e poi ha proseguito l’elevazione in bottiglia per un altro anno, prima di essere messo in commercio. La gradazione alcolica è arrivata a 15° C.

Masseria L'Astore Cutrofiano (LE)

Abbiamo scelto questa azienda perchè i vini "base" sono dei campioni di espressività, simboli del terroir di provenienza ma anche dei vitigni con cui vengono prodotti. Inoltre, l'Astore Masseria è un'azienda biologica certificata, che produce tra l'altro un notevole olio extravergine di oliva.

La tradizione viti-vinicola risale agli anni ’40, periodo in cui, conformandosi ai criteri dell’epoca, si produceva vino in cospicue quantità da vendersi “in cisterna”. Alla fine degli anni ’90 è stato avviato un progetto che mirava alla produzione di vini di qualità. Dopo una onerosa preparazione del terreno con accurate analisi delle caratteristiche geologiche, scavi, frangiture e macinature, sono stati impiantati circa ha 20 di vigneto delle cultivar: Negroamaro, Aglianico, Primitivo, Montepulciano, Malvasia Bianca, Susumaniello; nel corso degli anni è stata avviata una ricerca di varietà autoctone ormai estinte che ha portato a nuovi impianti sperimentali e a una vera e propria collezione ampelografica del Salento.

Accanto al Frantoio Oleario ipogeo è stata realizzata una Bottaia, per affinamento dei vini, secondo la tradizione architettonica del Salento con volte a botte ed a stella usando materiali locali quali pietra leccese e carparo ottenendone, a dire di molti visitatori italiani e stranieri, una vera e propria “ cattedrale del vino”.

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Alberelli di Negramaro dal 1947

Alberelli di Negramaro dal 1947

Vinificazione:  dalla prima naturale spremitura delle uve si ottiene il mosto detto in Salento LACRIMA, questo è messo a fermentare a temperatura controllata in vasche d’acciaio. Successivamente viene spumantizzato in autoclave (metodo Martinotti) alla temperatura di 15°/16°C per almeno 5 mesi.

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